Storia

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La Fiera di San Biagio risulta essere di antichissime origini.

Nacque nel 1278 con il nome di “Fiera di San Biagio” in onore del Santo Patrono del paese e la manifestazione si affermò nel corso degli anni e dei secoli seguenti. La Fiera durava solamente una giornata ovvero la domenica più vicina al 3 febbraio, giorno appunto in cui si ricorda San Biagio. Inoltre durante la fiera merci e animali potevano essere esposti senza il pagamento di alcuna tassa.

Nel XV secolo la Fiera ebbe un nuovo impulso anche grazie allo sviluppo a Bovolone della risicoltura, favorita dalla elevata quantità di acque presenti sul territorio.
Nel 1560 lo storico Cannobio descrive Bovolone come tra i paesi più sviluppati di tutta la provincia, centro agricolo e commerciale di notevole importanza in cui la popolazione era perspicace negli affari. La Fiera di San Biagio attirava a quel tempo visitatori ed affaristi da ogni parte della provincia di Verona e da quelle limitrofe.

Nei secoli successivi la Fiera assunse sempre più importanza e ingrandì sempre di più le proprie dimensioni, occupando l’area all’aperto denominata Foro Boario.

Nel corso dell’Ottocento, lo spazio del Foro Boario non bastava più a sopperire alla necessità di spazio da utilizzare per la manifestazione fieristica e quindi si operò trasferendo l’esposizione degli animali nei pressi del vecchio ospedale, mentre quella degli attrezzi agricoli venne spostata lungo le vie Carlo Alberto, Piazza Vittorio Emanuele e via Garibaldi, quindi lungo la strada principale del paese.

Durante la Seconda Guerra mondiale, la Fiera di San Biagio dovette interrompersi in quanto gli uomini che avrebbero dovuto allestirla si trovavano impegnati nell’evento bellico.

Nel 1953 l’allora sindaco Giuseppe Masini assieme al consigliere Severino Massagrandi operarono per ricostituire un Comitato che si prendesse cura di riorganizzare la centenaria fiera di San Biagio. L’anno seguente venne quindi disputata la prima fiera del Dopoguerra.

Nel corso dei successivi decenni la fiera dovette traslocare in diversi luoghi a seconda delle esigenze di spazio richieste. In un primo momento essa si svolgeva nei pressi del vecchio ospedale e delle scuole elementari di via Roma, poi venne collocata su Piazzale Scipioni e successivamente, sul finire degli anni Settanta, su Piazzale Aldo Moro.

Il 1977 rappresenta, inoltre, un altro passo in avanti per la Fiera di San Biagio, ovvero l’inserimento all’interno del proprio calendario di un convegno volto a sensibilizzare, soprattutto gli addetti ai lavori, sul tema dello sviluppo dell’agricoltura e in particolar modo alla coltivazione del tabacco.

La fiera ai giorni nostri rappresenta un appuntamento di elevata importanza per quel che concerne il settore primario, un’occasione di vanto per gli espositori che occupano oltre 20 mila metri quadri di superficie espositiva. La merce esposta riguarda per lo più attrezzi e macchinari per la lavorazione del terreno, ma l’offerta presente varia anche in altri settori quali l’alimentare, l’arredamento, la manutenzione degli spazi verdi e altri ancora.

Ogni anno vengono inoltre organizzati diversi convegni inerenti all’attività agricola, che a partire dal 2013 saranno volti a porre un’attenzione particolare anche sui temi della sostenibilità e del consumo intelligente delle risorse fisiche e dell’energia.